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In allegato la lista dei candidati per l'elezione del Consiglio Accademico che si svolgono l'11 e 12 Maggio 2015

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L'attività laboratoriale proposta serve ad integrare e ampliare l'esperienza formativa all'interno dell’Accademia di Belle Arti di Bari. La decorazione dei tessuti ha radici lontane e differenti identità visive che rispecchiano le tradizioni tessili delle culture ti tutto il mondo, che hanno offerto e offrono grandi potenzialità nelle prospettive tessili contemporanee e future. Gli studenti saranno messi in grado di creare una relazione tra teoria e pratica, pianificando quest’ultima, eseguendola, riflettendoci sopra e rapportando nuovamente il risultato dell’azione alla teoria.

Seminario +Workshop: Realizza Il Tuo Foglio.

29 Aprile, 4-5 Maggio 2015

Tenuto Dalla prof.ssa Carmela,Patrizia D'orazio Docente Di Grafica D'arte / Tecniche Dell'incisione in Collaborazione Con La prof.ssa Luigia Antonazzo Esperta in Conservazione E Restauro Della Carta – Restauratrice Delle Stampe Di Giovanni Bettista Piranesi Della British School at Rome.

 

Lo spazio è per Federico II immagine di un potere capace di integrare preesistenze e diversità materiali e culturali  a causa di un interesse smisurato verso ogni aspetto della realtà.  Un atteggiamento mentale che ha la pretesa dell’onniveggenza, cosicché potremmo dire che il suo sguardo assoluto aspiri a contenere in sé tutti gli sguardi possibili.  Perciò il suo rapporto con lo spazio può essere concepito secondo una strategia di dominio, ma anche inteso come modo dell’abitare in relazione al cosmo e al naturale, spazio in cui è possibile tessere un dialogo tra differenti culture. In tal senso anche l’atto dell’artista, che tende a  trasformare ogni materia in una struttura immaginaria,  può rivelarsi espressione di uno ‘sguardo sovrano’ in grado di decidere se regolare lo spazio  della rappresentazione secondo una visione antropocentrica o renderlo altrimenti metafora di una strutturale sproporzione tra l’Io e il mondo, che dice di un’ultima impossibilità a contenere in immagine il rapporto con la vita. Così i nostri autori, radicalizzando  il linguaggio artistico fino al punto di esaurirne ogni riferimento oggettuale, ma anche ripercorrendo a ritroso il passato con chiari riferimenti a modelli già storicizzati, insistono nel cercare  una corrispondenza tra intimità e umanità che pervenga a soluzioni inattese. Lo spazio è indagato come immagine dialettica tra presenza e assenza, luce e ombra, segno geometrico e impronta cromatica, e connotato dalla segreta aspirazione  di dar forma a quel desiderio di autenticità individuale  che ancora resiste nella processualità del lavoro e nel senso di responsabilità che lo accompagna. Ecco perché non appare pretestuoso verificare - in modo anacronistico se si vuole – come venga affrontata, con gli strumenti della pittura, della fotografia e del video, l’idea di spazialità come messa in atto di una possibilità che ci introduca all’intuizione dell’invisibile. Se lo spazio, infatti, può dirsi forma simbolica di uno sguardo su se stessi e sul mondo, ciò che è in questione è il senso dell’abitare, perché lo spazio non è solo da intendersi fuori di noi, ma anche dentro di noi, come qualcosa che ci abita e permette al nostro sguardo di essere in ogni immagine, dispiegandosi fuori cornice a destabilizzare l’orizzonte abituale. Oltre il soggetto e oltre l’apparenza di ogni cosa.

 

 

 

 Primo incontro 30 Aprile.

 

 

I lavori degli studenti.