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Lo spazio è per Federico II immagine di un potere capace di integrare preesistenze e diversità materiali e culturali  a causa di un interesse smisurato verso ogni aspetto della realtà.  Un atteggiamento mentale che ha la pretesa dell’onniveggenza, cosicché potremmo dire che il suo sguardo assoluto aspiri a contenere in sé tutti gli sguardi possibili.  Perciò il suo rapporto con lo spazio può essere concepito secondo una strategia di dominio, ma anche inteso come modo dell’abitare in relazione al cosmo e al naturale, spazio in cui è possibile tessere un dialogo tra differenti culture. In tal senso anche l’atto dell’artista, che tende a  trasformare ogni materia in una struttura immaginaria,  può rivelarsi espressione di uno ‘sguardo sovrano’ in grado di decidere se regolare lo spazio  della rappresentazione secondo una visione antropocentrica o renderlo altrimenti metafora di una strutturale sproporzione tra l’Io e il mondo, che dice di un’ultima impossibilità a contenere in immagine il rapporto con la vita. Così i nostri autori, radicalizzando  il linguaggio artistico fino al punto di esaurirne ogni riferimento oggettuale, ma anche ripercorrendo a ritroso il passato con chiari riferimenti a modelli già storicizzati, insistono nel cercare  una corrispondenza tra intimità e umanità che pervenga a soluzioni inattese. Lo spazio è indagato come immagine dialettica tra presenza e assenza, luce e ombra, segno geometrico e impronta cromatica, e connotato dalla segreta aspirazione  di dar forma a quel desiderio di autenticità individuale  che ancora resiste nella processualità del lavoro e nel senso di responsabilità che lo accompagna. Ecco perché non appare pretestuoso verificare - in modo anacronistico se si vuole – come venga affrontata, con gli strumenti della pittura, della fotografia e del video, l’idea di spazialità come messa in atto di una possibilità che ci introduca all’intuizione dell’invisibile. Se lo spazio, infatti, può dirsi forma simbolica di uno sguardo su se stessi e sul mondo, ciò che è in questione è il senso dell’abitare, perché lo spazio non è solo da intendersi fuori di noi, ma anche dentro di noi, come qualcosa che ci abita e permette al nostro sguardo di essere in ogni immagine, dispiegandosi fuori cornice a destabilizzare l’orizzonte abituale. Oltre il soggetto e oltre l’apparenza di ogni cosa.

 

 

 

 Primo incontro 30 Aprile.

 

 

I lavori degli studenti.

 

EDUCATIONAL MANAGEMENT PER L' ARTE CONTEMPORANEA

a cura delle cattedre di
STORIA DELL ' ARTE CONTEMPORANEA, prof.ssa  Antonella Marino
PEDAGOGIA DELL' ARTE, prof.ssa Maria Vinella

Seminario
Arte contemporanea, città, realtà
Una conversazione con Christian Caliandro

Mercoledì 29 aprile 1015, ore 12, nell’aula 10, si terrà l'incontro con lo studioso di riconosciuto spessore CHRISTIAN CALIANDRO.

Il seminario, sul tema “Arte contemporanea, città, realtà. Una conversazione", è promosso dall'Accademia di Belle Arti di Bari e ideato e curato dai professori Antonella Marino e Maria Vinella nell'ambito del progetto “EDUCATIONAL MANAGEMENT PER L’ARTE CONTEMPORANEA".
Agli studenti partecipanti è riservato mezzo credito.
Christian Caliandro (1979) è storico dell’arte contemporanea, studioso di storia culturale ed esperto di politiche culturali. È membro del comitato scientifico di Symbola Fondazione per le Qualità italiane. Ha insegnato presso l'Università IUAV di Venezia e presso l’Università IULM di Milano. Nel 2006 ha vinto la prima edizione del Premio MAXXI-Darc per la critica d’arte contemporanea italiana. Ha pubblicato La trasformazione delle immagini. L’inizio del postmoderno tra arte, cinema e teoria, 1977-’83 (Mondadori Electa 2008), Italia Reloaded. Ripartire con la cultura (Il Mulino 2011, con Pier Luigi Sacco) e Italia Revolution. Rinascere con la cultura (Bompiani 2013). Da ottobre 2014 è responsabile scientifico del progetto di social media communication Tweetarte, a cura di Nomos Value Research. Dal 2004 al 2011 ha curato su “Exibart” le rubriche inteoria e essai; dal 2011 cura su “Artribune” le rubriche Inpratica e Cinema. Collabora inoltre regolarmente con “minima&moralia”, “alfabeta2” e “Scenari”; ha scritto articoli per i quotidiani “Il Fatto Quotidiano” e “Il Corriere del Mezzogiorno”, e per le riviste “Domus” e “Inside”. Ha curato mostre personali (tra cui quelle degli artisti Michael Bevilacqua, Pesce Khete, Ward Shelley, Nina Surel, Antonio De Pascale) e collettive, tra cui The Idea of Realism // L’idea del realismo (2013, con Carl D’Alvia), Concrete Ghost // Fantasma concreto (2014) - entrambe parte del progetto “Cinque Mostre” presso l’American Academy in Rome - e Amalassunta Collaudi. Dieci artisti e Licini presso la Galleria d’Arte Contemporanea “Osvaldo Licini” di Ascoli Piceno (2014).


Info: 338.5900914

Lunedì 27 aprile alle h.10 nella sede di Mola (con proseguimento martedì 28 nella stessa sede) si svolgeranno gli incontri con due professori in mobilità Erasmus che vengono dall'Università di Kielce in Polonia. La partecipazione alle attività di uno dei due professori darà diritto a 0,50 di credito per gli studenti. Gli studenti che intendono partecipare devono portare i materiali necessari, come sotto indicato dai rispettivi professori.

 


 

prof. Arkadiusz Sedek
Fotografia pinhole
Un gruppo di 12 persone.Due incontri di quattro ore.
Materiali necessari: forbici, il coltello, carta nera, nastro nero, tubi oppure per esempio barattoli di caffè etc.


prof. Katarzyna Krzykawska

a) Lezione: " Contemporary Art in the Provinces. Into the Country"
Students will work in small group of 3-5 people per project.
b) Workshop: "Tarantola / La Taranta." Living sculptures.
Group of 12- 15 students.
Two meetings; one 4 hours, second 2 hours.
Needed:
- a good photo camera for every 3 students ( video camera possible as well)
- black clothing and black elements ( paper + scissors, black bags, baloons ect.)
students wearing all black cloths
or
- all white clothing and white elements



Per info: prof.ssa Petruzzelli, coordinatrice Erasmus: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Mercoledì 22 Aprile 2015

ore 13 * aula 11

Il seminario dal titolo "Graffiti e Arte Pubblica" (a cura di prof. Isabella di Liddo e dott.ssa Yamuna Illuzzi) intende riflettere sulle tematiche del Corso di Storia dell’Arte Contemporanea, affrontate quest’anno, che riguardano l'Opera d'arte nel contesto pubblico: dall'idea alla progettazione, al rapporto con le nuove tecnologie, al rapporto col territorio. Il seminario vede la partecipazione di Mario Nardulli, responsabile dei progetti Urbani Pigment Workroom e dell'associazione Vroots. Inoltre sarà proiettato il filmato Bari Graffiti (regia Martina Di Tommaso).