Mostre e eventi

 
 
 
Simposio Internazionale di scultura su Pietra
a cura di Francesco Sannicandro 

 

Bitonto 20/30 maggio 2015 
Villa Comunale - Piazza Cattedrale
 
con gli artisti scultori :
Sestilio Burattini - Pietro De Scisciolo - Mauro Antonio Mezzina - Gualtiero Mocenni - Ulrich Johannes Mueller
 
allievi delle Accademie di Belle di Bari, Catanzaro, Lecce :
Aurora Avvantaggiato-Isabella Buccoliero-Gianluigi Ferrari-Francesco Paglialunga-Silvia Paolini-Grazia Savoia
 
24 MAGGIO 
Performance di SIMONE FRANCO 
in “fabbricanti di pietre in equilibrio”
 
Backstage di: Salvatore Ambrosi, Domenico Fioriello Giuseppe Fioriello, Pasquale Amendolagine, Stefano Di Marco, Nicola Gaudio, Letizia Gatti, Massimo Nardi, Rosaria Pastoressa, Mimmo Ciocia, Roberto Sibilano, Gianni De Serio(video).
 

Dimensioni Parallele
Mostra a cura dell’Accademia di Belle Arti di Bari  direttore professor Giuseppe Sylos Labini
e del Museo Archeologico di Bitonto direttore professor Nicola Pice

Museo Archeologico Bitonto, Via Giuseppe Mazzini,44
22 maggio -22 giugno 2015

Inaugurazione : venerdì  22 maggio 2015  ore 19

Venerdì 22 maggio 2015  alle ore 19.00 nel Museo Archeologico di Bitonto si inaugura la mostra Dimensioni Parallele. Curata dall’Accademia di Belle Arti di Bari la mostra, promossa dal Museo Archeologico di Bitonto , grazie all’impegno del professor Nicola Pice direttore del Museo, raccoglie una significativa selezione di opere di artisti docenti dell’Accademia di Belle Arti di Bari, affermati nel panorama nazionale e giovani segnalati dagli stessi artisti. Museo archeologico e arte contemporanea: insieme possono sembrare due elementi opposti e in contraddizione ma, in uno spazio che conserva un prezioso e antico patrimonio storico-artistico, la rassegna si pone come momento di crescita umana e culturale dando vita a stimolanti occasioni di confronto nella promozione di nuove tendenze ed espressioni artistiche. Dimensioni Parallele propone, attraverso l’esposizione di circa 40 opere, nuovi dialoghi tra riflessione e critica, tra arte e pensiero e si apre ad una stimolante visione di ricerche artistiche differenti ed eterogenee. La mostra, quindi, mette a confronto artisti di diversa generazione, che pur nella varietà e diversità, sono accomunati dalla ricerca di ritmi e stili comunicativi, tesi a guardare al futuro per meglio conservare la tradizione nell’innovazione, attraverso percorsi e mezzi espressivi differenti, per una nuova poetica visiva contemporanea.


Espongono i maestri: Mimmo Attademo, Pantaleo Avellis, Fabio Bonanni, Antonio Cicchelli, Maria Alessia Colacicco, Guido Corazziari, Vito Cotugno, Patrizia D’Orazio, Carlo Fusca, Hwal Kyung Kim, Tommaso Lagattolla, Paolo Lunanova, Luigi Mastromauro, Pietro Romano Matarrese, Mauro Antonio Mezzina, Magda Milano, Ugo Molgani, Angelo Pagliarulo Giuseppe Patruno, Alfonso Pisicchio, Rosa Anna Pucciarelli, Carlo Simone, Giuseppe Sylos Labini, Tarshito
gli allievi:  Daniela Addante, Cosimo Argentiero, Stefano Capozzo, Raffaella Linda Capriati, Arianna De Pinto, Marco Fabiano, Antonio Galati, Angela Lomele, Giuseppina Longo, Francesco Mangini, Albert Metasani, Giuseppe Marinelli, Eleonora Nacci, Michela Palmieri, Gabriella Pesce, Marina Quaranta, Maria Sciannimanico
i cultori della materia: Francesco Galati,Angela Lomele,Giuseppina Longo,Francesco Mangini,Marina Quaranta

Videomapping

Torrione Angioino, Bitonto
23 * 24 * 25 maggio 2015
ore 21-24



Antonio Rollo, regia
DualBit (Leandro Summo, Alessandro Vangi), assistenza alla regia
Nicola Fiorentino, animazione 3D
Giuseppe Magrone, riprese video
Davide Mangione, assistenza al suono
Nicola D'Agnelli, assistenza tecnica

attori
Katia Addese
Antonio Colonna
Elisabetta Leuzzi
Giuseppe Mancini
Giulio Montinaro
Vitantonio Saulle
Grazia Tagliente


Una produzione dell’Accademia di Belle Arti di Bari


In collaborazione con
Comume di Bitonto
Museo Archeologico Bitonto
Comitato Confraternale Feste Patronali Maria SS. Immacolata Bitonto
Artech, Servizi tecnologici per lo spettacolo
Oistros Edizioni



Sinossi
Siamo nella notte del 23 maggio 1734. Il generale Montemar, a capo delle milizie borboniche, è pronto a lanciare la carica contro l’esercito asburgico, ritiratosi intorno alla città di Bitonto. Un temporale improvviso rimanda l’attacco all’alba. Le prime avvisaglie vedono gli austriaci respingere la fanteria spagnola. Nel giro di poche ore la furia della cavalleria e dell’artiglieria pesante costringe alla resa il generale Belmonte. Una battaglia cruenta, con oltre mille morti, che si conclude al calar del sole del 25 maggio. Il giorno successivo, Montemar ha intenzione di saccheggiare la città di Bitonto ma viene fermato dall’apparizione della Vergine Maria che esclama: Non oltraggiare questa città, poiché essa è la pupilla degli occhi miei ed i cittadini sono figli miei. Io la difenderò! Questa battaglia consegna definitivamente l’Italia nelle mani dei Borboni. Questa battaglia è combattuta in un tempo senza l’elettricità, difficile persino da immaginare ai nostri giorni. Le strategie di combattimento fanno eco al gioco degli scacchi. Un gioco in cui morte e intelligenza si declina intorno al ruolo ricoperto, a cominciare dal pedone per finire al re e alla regina. Scontri corpo a corpo, cavalli usati come carri armati, cannoni potenti come il fungo nucleare. Sangue, miseria, dolore, passione, ardore, candore, potenza, comando e controllo sono messi in scena, sulla superfice cilindrica del Torrione Angioino di Bitonto, da una videoproiezione intesa come sequenza di sculture luminose immerse in un panorama sonoro.

"IncontrArti" L'arte che Aiuta, Rivela, Trasforma, Innova


Workshop teorici-pratici sulle Artiterapie 15/16- maggio 2015,organizzato dal gruppo degli studenti "Il Faro", della Facoltà di Medicina e Chirurgia - Cdl Educazione Professionale e Tecnici della Riabilitazione Psichiatrica, che vede la collaborazione con l'Accademia tramite l'intervento:


"Arte come genesi"
L'accadere simultaneo di una pluridimensionalità.

prof. Gabriella Larinà

 

 

Lo spazio è per Federico II immagine di un potere capace di integrare preesistenze e diversità materiali e culturali  a causa di un interesse smisurato verso ogni aspetto della realtà.  Un atteggiamento mentale che ha la pretesa dell’onniveggenza, cosicché potremmo dire che il suo sguardo assoluto aspiri a contenere in sé tutti gli sguardi possibili.  Perciò il suo rapporto con lo spazio può essere concepito secondo una strategia di dominio, ma anche inteso come modo dell’abitare in relazione al cosmo e al naturale, spazio in cui è possibile tessere un dialogo tra differenti culture. In tal senso anche l’atto dell’artista, che tende a  trasformare ogni materia in una struttura immaginaria,  può rivelarsi espressione di uno ‘sguardo sovrano’ in grado di decidere se regolare lo spazio  della rappresentazione secondo una visione antropocentrica o renderlo altrimenti metafora di una strutturale sproporzione tra l’Io e il mondo, che dice di un’ultima impossibilità a contenere in immagine il rapporto con la vita. Così i nostri autori, radicalizzando  il linguaggio artistico fino al punto di esaurirne ogni riferimento oggettuale, ma anche ripercorrendo a ritroso il passato con chiari riferimenti a modelli già storicizzati, insistono nel cercare  una corrispondenza tra intimità e umanità che pervenga a soluzioni inattese. Lo spazio è indagato come immagine dialettica tra presenza e assenza, luce e ombra, segno geometrico e impronta cromatica, e connotato dalla segreta aspirazione  di dar forma a quel desiderio di autenticità individuale  che ancora resiste nella processualità del lavoro e nel senso di responsabilità che lo accompagna. Ecco perché non appare pretestuoso verificare - in modo anacronistico se si vuole – come venga affrontata, con gli strumenti della pittura, della fotografia e del video, l’idea di spazialità come messa in atto di una possibilità che ci introduca all’intuizione dell’invisibile. Se lo spazio, infatti, può dirsi forma simbolica di uno sguardo su se stessi e sul mondo, ciò che è in questione è il senso dell’abitare, perché lo spazio non è solo da intendersi fuori di noi, ma anche dentro di noi, come qualcosa che ci abita e permette al nostro sguardo di essere in ogni immagine, dispiegandosi fuori cornice a destabilizzare l’orizzonte abituale. Oltre il soggetto e oltre l’apparenza di ogni cosa.