Consegue il titolo di Scenografo presso l'Accademia di Belle Arti di Bari nel 1988 con la tesi sperimentale Scenografia e Computer Graphics, nella quale, forse per primo in Italia, sperimentava le possibilità offerte dalla modellazione 3D sulla scenografia, tramite il MOVIE della Brigham Young University, messogli a disposizione dallo IESI CNR di Bari. Alla tesi hanno fatto seguito due articoli pubblicati sulla rivista PIXEL (n.5 del 1989 e n.1/2 del 1992) edita da Il Rostro, nei quali illustrva varie sperimentazioni. Attualmente Francesco Arrivo si dedica alla scenografia, alla pittura, all’arredamento, alle possibilità offerte dai linguaggi visuali. La sua ricerca è rivolta verso un’indagine sempre più approfondita ed articolata del mondo sensibile e non, e verso la sperimentazione sui linguaggi visuali possibili mediante la contaminazione e la distruzione consapevole, oltre ad una stratificazione ipertestuale nella quale il “testo” diviene, proprio come naturale conseguenza etimologica, il “tessuto” sul quale è possibile definire le proprie immagini. Come scenografo dopo aver iniziato a praticare il teatro, si è dedicato per svariati anni, a partire dal 1990, a una collaborazione quasi stabile con Telenorba, una superstation televisiva, ossia una emittente locale con ampia copertura territoriale, una realtà come tante altre disseminate su tutto il territorio nazionale che lui considera affascinanti luoghi di sperimentazione ricchi di potenzialità ancora inesplorate ed inespresse. In quegli anni ha firmato una moltitudine di scenografie fra le quali ricordiamo, anche per il grosso riscontro da parte del pubblico, quelle per i programmi del duo comico Toti e Tata: Teledurazzo, Il Polpo, Extra TV, Televiscion, Love Store. Altre scenografie, sempre per Telenorba: Catene (diverse edizioni), Battiti (diverse edizioni) Piazza D'Uomo, Doctor (diverse edizioni), Scatola Nera, Vai in Goal, Domenica in Rete (diverse edizioni), Telegiornali (diversi allestimenti), Voto Finish, Tg dei Ragazzi, Lavori in Corso, Le Trasmissioni Riprenderanno..., ESP, Legami, Al di Là, Occhi di Donna, e molti altri progetti. Dopo aver avuto esperienze di insegnamento all’Accademia di Belle Arti di Firenze e presso quella di Roma, dal 2002 al 2015 è stato docente presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove ha tenuto il corso di Scenografia per la Televisione, per il biennio, e i due corsi di Scenografia Multimediale, in seguito Drammaturgia Multimediale, e di Pratica e Cultura dello Spettacolo, per il triennio. Dal 2014 ha attivato anche il corso di Teoria e Pratica del Disegno Prospettico presso l'Accademia di Belle Arti di Bari. Nell'anno accademico 2015/2016 ha insegnato Scenografia presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli. Attualmente insegna Scenografia presso l'Accademia di Belle rti di Bari.
Nel suo insegnamento considera il docente come educatore e possibile guida, e pone al centro dell’attenzione il linguaggio iconico e la drammaturgia visuale a partire da ciascuna specifica personalità, scendendo direttamente sui territori emotivi e creativi di ciascun individuo per dare origine a possibili mondi e modi espressivi personali, come riflessi di individualità uniche e straordinarie. E’ convinto che la vera opera d’arte sia l’essere umano in sé e il primo compito di un artista autentico sia quello di impegnarsi per fare in modo che queste “opere d’arte”, il maggior numero possibile, possano risplendere di luce propria nella loro straordinaria totalità ed unicità. Per questo motivo ha messo a punto un metodo d’insegnamento basato su un costante dialogo e scambio di informazioni con l'allievo, mediante il quale, con il tempo, l’ampiezza del sogno viene condotta da un lato verso dimensioni sempre più vaste, mentre dall’altro viene indirizzata verso applicazioni immediate in base alle possibilità offerte dalla realtà contingente, il tutto regolato e condotto attraverso un allineamento completo con se stessi e con il proprio essere profondo. Nella visualità la sua ricerca è rivolta verso l’esternazione della maestosità e del miracolo insito nella vita stessa, nella pratica del vuoto/transitorio come principio fondamentale costituente l’universo e nella trasmissione di energie positive.
Nel febbraio 2013 ha tenuto presso il museo Punta della Dogana a Venezia, per il ciclo di incontri L'Opera Parla, una conferenza/dibattito dal titolo Edward Kienholz: essere artisti per cambiare il mondo. Nell'ottobre 2013 ha curato la scenografia per La finta semplice di W. A. Mozart (regia Elisabetta Courir, produzione As.Li.Co. Milano), in scena al Teatro Sociale di Como, al Teatro G. Fraschini di Pavia e al teatro Ponchielli di Cremona. Lo spettacolo ha ricevuto larghi consensi sia da parte del pubblico sia della critica, e sul numero di gennaio 2014 della rivista mensile L'Opera è stata pubblicata una recensione di Sabino Lenoci, che elogiava l'intero spettacolo e sottolineava il valore dell'allestimento scenografico.
Nel novembre 2014 ha progettato le scenografie per il cortometraggio L'ombra di Caino, regia di Antonio De Palo. Il corto ha partecipato al Bif&st 2016 e sta continuando a partecipare ad altri festival e concorsi internazionali riscuotendo grandi consensi.
Nel maggio 2014 ha esposto una collezione di suoi dipinti, in una personale di pittura dal titolo Simply Flowers, presso la galleria Formaquattro Arte sita in via Argiro a Bari.
Ha progettato per il Teatro Petruzzelli di Bari le scenografie per Aladino e la sua Lampada, opera per ragazzi composta dal maestro Nicola Scardicchio su libretto di Marinella Anaclerio, regista dello spettacolo. L'opera va in scena nel periodo Marzo/Aprile 2017.

Per gli esami di Scenografia 1 - primo anno - bisogna presentare un progetto di scenografia a scelta concordato con il docente.

Il progetto dovrà essere completo di:
1) bozzetti in numero necessario per descrivere i vari cambi di scena o i vari set;
2) piante e sezioni in scala 1:100;
3) progetto esecutivo in scala 1:100;
4) capitolato.
In più bisogna allegare il testo dell'idea della performance già scritto da tutti durante le lezioni.

Fino all'esame di ciascuno degli studenti, le varie fasi di messa a punto continueranno ad essere seguite in modo puntuale dal docente e dalla cultrice della materia, più la tutor.
Le tecniche per la preparazione delle tavole sono libere e spaziano dalla matita fino al computer.
Tutte le tavole dovranno essere montate su cartoncino ed inserite in ordine inuna cartella apposita.

 

I libri da consultare sono:
Bruno Mello, Trattato di Scenotecnica, De Agostini;
Alessandra Pagliano, Il Disegno dello Spazio Scenico, Hoepli;
Gerald Millerson, Trattato di Scenografia e Scenotecnica per la TV, Gremese Editore.

Esercitazioni per gli esami di Teoria e Pratica del Disegno Prospettico:

1) Schizzi di scorci prospettici, a mano libera o con squadre, dal vero o da fotografie. Quantità a piacere;
2) N.1 griglia prospettica a piacere in cui costruire uno spazio complesso;
3) Copia, il più possibile vicina all'originale, anche mediante la trasparenza su vetro o tavolo luminoso, di fotografie di scorci architettonici (da libri, riviste, internet, o scattate appositamente). Quantità a piacere.
4) Copia, il più possibile vicina all'originale, anche mediante la trasparenza su vetro o tavolo luminoso, di fotogrammi estrapolati da film. Quantità a piacere.
5) Progetto di un set scenografico, magari ispirato al film dell'esercitazione precedente, completo di bozzetto, pianta e sezione.

Prima degli esami le tavole vanno messe a punto col docente e la tutor, durante le revisioni o le lezioni individuali su richiesta.

Materiale da consultare:
Libri a scelta sulla prospettiva e sulla geometria descrittiva;
Tutorial su internet.